A mio avviso tutte le persone abili, in grado di aiutare il prossimo anche con le proprie forze, dovrebbero fare prima o poi un’esperienza così significativa. Solo attraverso strutture ben organizzate, un’Associazione di volontari come questa, si può riuscire a dare il giusto contributo, coadiuvati e sostenuti da persone con maggior esperienza, non ci si può improvvisare o, peggio, andare allo sbaraglio in una situazione, spesso di disagio.
Occhi Sul Terzo Mondo mi ha dato la possibilità di esaudire un gran desiderio: aiutare i bimbi meno fortunati. L’ho fatto con quello che ero in grado di offrire con la mia persona, la mia abilità ad intrattenere ed insegnare loro qualcosa.
Non dimentichiamoci che la maggior parte della popolazione è analfabeta, poter contribuire anche a distanza è già gran cosa ma personalmente ho scelto di farlo direttamente sul campo.
In Brazzaville, una città come tante se ne trovano nei Paesi in via di sviluppo ma la città dove l’Associazione appoggiava alcuni progetti per me molto interessanti che ho supportato recandomi di persone per due volte consecutive.
Il primo viaggio fu una bellissima esperienza che mi toccò il cuore e mi emozionò a tal punto che decisi di tornare l’anno seguente. Ne restai poi meno affascinata perché capii che non vi è soluzione a ciò che laggiù implode.
All’inizio mi sono trovata catapultata in qualcosa di molto più grande di me che mi ha spaccato il cuore regalandomi emozioni indescrivibili. L’edificio scarno e misero che accoglieva i bimbi di strada era simile ad una struttura abbandonata, appena fuori il centro città, resa però decorosa dagli operatori con qualche tavolo e panche improvvisate, utili per consumare cibo, studiare, giocare… insomma niente a che vedere con i posti delle favole.
Ogni piccolo armadietto, della grandezza poco più di una scatola di scarpe, conteneva a mala pena uno spazzolino, forse un sapone, un cappellino, una penna, neppure un paio di vere scarpe, tutto il loro avere.
Senza acqua corrente, spesso mancava anche l’elettricità, eppure tornerei da loro subito per donare un abbraccio, un sorriso, un aiuto di cui sicuro hanno bisogno, ma senza potergli garantire continuità.
Consapevole del fatto che loro stavano aiutando me a realizzare un desiderio ma cosciente di essere solo di passaggio laggiù ma per sempre nel mio cuore, coi loro grandi immensi occhi neri.







