Fin da piccola ho sempre sentito parlare dei progetti in Africa e delle missioni, tra gli amici e i conoscenti di Sesto dei miei genitori. Col passare degli anni ho iniziato a conoscere la realtà di Occhi sul Terzo Mondo e ad esserne sempre più attratta e affascinata: sentivo il desiderio di aiutare gli altri, unito alla curiosità di conoscere ed esplorare realtà così lontane e sconosciute.
Diventata grande, ho deciso di partecipare in prima persona, diventando volontaria di questo gruppo di amici variegato e strano, in cui confluiscono storie ed esperienze diverse, ma dove il filo che costituisce il legame più forte è il comune desiderio di mettersi al servizio del prossimo, secondo le modalità che a ciascuno corrispondono meglio.
Nel 2008, durante gli anni dell’università, ho vissuto la mia prima esperienza in Congo con Andrea, presidente dell’associazione e presenza forte, ricca di entusiasmo e capacità di trascinare e tenere unite le varie anime dell’associazione. Un’esperienza indimenticabile, che ha segnato il mio percorso di vita, cambiandomi e rendendomi quella che sono oggi. Un’esperienza in cui ogni giorno era una scoperta, che mi portava a mettermi in discussione e a ribaltare le mie idee e convinzioni. Ancora oggi ogni singolo giorno di quel mese trascorso a Makoua, nella foresta congolese, è impresso nella mia memoria.
Dopo questa prima esperienza ho deciso di mettere a frutto il mio percorso di studi in psicologia infantile, per cercare di mettere a disposizione delle attività dell’associazione le mie conoscenze e le competenze che andavo acquisendo. E così nel 2009 ho trascorso due mesi in Congo, a Brazzaville, realizzando un progetto psico-educativo in un orfanotrofio, su cui successivamente ho realizzato la mia tesi di laurea.
In seguito sono tornata altre volte in Congo e ho avuto occasione di conoscere anche la realtà e i progetti dell’Uganda. Ognuna di queste esperienze è profondamente impressa nella mia memoria, fonte di crescita personale, occasione per creare legami e relazioni, scambio di conoscenze e culture diverse.
Credo profondamente nel valore dei progetti di Occhi sul Terzo Mondo in quanto ho avuto occasione nel corso degli anni di osservare in prima persona i progressi e i passi avanti realizzati, nonostante le molteplici difficoltà e le situazioni spesso paradossali con cui ci confrontiamo. In questi anni ho imparato quanto sia fondamentale porsi con umiltà nei confronti delle persone che vorremmo “aiutare”, cercando di comprendere il loro punto di vista e di conoscerle. Dopo di che ciò che possiamo fare è proporre una nostra visione del mondo, con atteggiamento rispettoso e paziente, senza la pretesa di essere i detentori della verità, in modo da diffondere, col tempo, una cultura dello scambio e della conoscenza reciproca.
Mi sento di ringraziare profondamente Andrea, e tutti gli amici di Occhi sul Terzo Mondo, per esserci stati in questi anni e per avermi permesso di vivere delle esperienze così importanti, il cui ricordo costituisce lo slancio per poterne vivere ancora delle altre.







